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I fatti del Giorno: Conte, che guaio! Lavezzi, una telenovela infinita

I fatti del Giorno: Conte, che guaio! Lavezzi, una telenovela infinita

0 Comments 🕔19.mag 2012

Conte, che mi combini? Dopo un’annata così stupenda, ti fai mettere nei guai da un tuo ex giocatore, che afferma incautamente di essere a conoscenza del fatto che sei implicato in alcune combine quando eri sulla panchina del Siena. Carobbio non ci è andato leggero, e questo potrebbe metterti seriamente nei guai. Ma tanto lo sappiamo, siamo in Italia: mal che va ti squalificano e via. Di certo non vai in carcere per aver truccato un paio di partite o aver intascato un pò di soldi. Forse ti farai un paio di mesi, chi lo sa, ma di certo è un vero peccato sporcare un’annata strabiliante alla guida della Juventus Campione d’Italia con dei fattacci così sporchi e meschini.

Una cosa è certa: se è vero, allora viva l’ipocrisia. Poiché tutte quelle conferenze stampa dove parlavi della squadra, dei giocatori, dove dicevi “grazie” a chi ti elogiava: tutte bugie, architettate ad hoc per dare un’immagine di te che non era quella reale. In realtà, saresti solamente un altro di quei poveri uomini incappati nell’ingordigia del danaro e del “potere”, trascinato nell’abisso dai suoi stessi “valori”. Saresti esclusivamente un uomo comune, e non più colui che ha riportato la Vecchia Signora alla vittoria.

Certo, si sa: qualora venissi imputato e si accertasse il tuo coinvolgimento, non verrebbe dimenticata l’annata straordinaria che hai trascorso sulla panchina bianconera. Non sarebbe certo una novità: i giornali continuerebbero a parlarne, giacché la Juventus l’anno prossimo disputerà la Champions League e sarà anche merito tuo. Fatto sta che saresti in ogni caso un piccolo uomo in uno sport malato. Nient’altro, agli occhi della verità. E alla fine dei conti, è quello ciò che importa. Chi sei, veramente?

Lavezzi: una telenovela senza fine. Sembra di rivivere i momenti in cui Tevez era dato in nerazzurro/rossonero, dopo la rottura con Mancini. Se ne è parlato fino alla noia, giorno dopo giorno, più volte al giorno addirittura, fin quando l’Apache non ha deciso di restare al City e di infrangere i sogni milanesi, entrambe le sponde. Ora, tocca al “Pocho“, tanto amato in quella di Napoli, fare la stessa fine? Su tutti i giornali, su tutti i siti di sport e calcio. Poi, tutto finisce in una bolla di sapone. Tanto chiacchiericcio e nulla di fatto. Oggi ne è arrivata un’altra: l’Anzhi prova a portarti in Russia. Lande fredde e desolate, dove lo stesso Eto’o, il Leone nerazzurro, ha trovato pane per i suoi denti e nonostante l’ingaggio ultramilionario (20 milioni di euro a stagione) vorrebbe tornare nell’Europa che conta, magari proprio all’Inter. Quella stessa Inter che ti vorrebbe così tanto, ma che non è disposta a sganciare 32 milioni di euro per distruggere la clausola incisa a fuoco sul tuo contratto. Quella che ti lega ancora ai partenopei. Ma tu, realmente, cosa vuoi?

Perché alla fine dei conti vale soltanto la tua parola. Il club potrebbe anche volerti cedere – sebbene tutti sappiano che non è così – ma puoi sempre decidere dove, effettivamente, andare. In quel caso la società, per non perdere soldi e non dover pagare un giocatore che non darebbe il massimo, ti venderebbe anche a 10 milioni. Poco ma sicuro. Eppure tu non parli, e a quelle migliaia di tifosi che ti chiedono di restare o di dare spiegazioni, tu rispondi col silenzio, e con quel tuo sorriso sfacciato che ti porti da sempre dietro, e che tanto ha fatto sorridere il caldo tifo azzurro, quando nelle notti di Champions cantava a squarciagola ‘o surdat nnammurato, dopo un tuo gol o una tua cavalcata sulla fascia, a seminare avversari manco fossero birilli di carta pesta.

Insomma: cosa vuoi fare? Resti o vai via? Forse il PSG ti tenta. Forse è Yanina che ti convincerà ad una meta piuttosto che un’altra. E’ risaputo che a lei, Napoli, non piace. E del resto la capisco. Sono anche io di Napoli, e per quanto questa sia una città fantastica, ricca di cose buone, c’è anche del marcio che va eliminato. Puntare il dito però non è mai la cosa giusta da fare. Bisogna piuttosto rimboccarsi le maniche e dare il proprio contributo affinché le cose vadano meglio, migliorino sempre di più. Cosa che Yanina non ha fatto, a dispetto di te che hai cercato, a modo tuo – a suon di giocate spettacolari – di fare comunque del bene. Ora, però, devi qualcosa a questa città, a questa società, a questa squadra che ti ha dato tanto, forse tutto ciò che potevi avere. Devi, semplicemente, la verità. E quella, è un misero atto di rispetto ed educazione. 

Angelo Palladino
Direttore di CNT

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